Cos’è la Trout Area

La Trout Area è una tecnica di pesca alla trota nata nel Sol Levante che prevede l’utilizzo di attrezzatura ultra leggera e piccoli artificiali come spoon (Ondulanti) crankbait e Minnow, tutti dotati di amo singolo senza ardiglione.

Per piccoli si intende davvero piccoli; per farvi un esempio nella pesca alla trota a spinning in laghetto tradizionale gli ondulanti da 5 grammi erano considerati piccoli, nel Trout Area invece sono giganteschi!

Questa tecnica (anche sarebbe più corretto definirlo un “approccio” alternativo alla pesca alla trota in laghetto) come abbiamo detto è nata in Giappone.

Secondo alcune fonti, i primi rudimentali pescatori di Trout Area furono dei soldati americani di istanza in Giappone nel secondo dopo guerra.

Ovviamente la filosofia dell’epoca era molto diversa da quella che conosciamo oggi come Trout Area e che si è andata via via delineando soltanto con l’avvento del ventunesimo secolo, con la nascità di vere e proprie competizioni dedicate alla Trout Area.

la pesca a "bottom/vertical"

Bisogna fare chiarezza: una cosa è il bottom, una cosa è il vertical.
La precisione dei termini ha a che fare con una differenza tecnica molto importante: le esche sono le stesse, ma è l’uso che se ne fa che è diverso.

Se parliamo di vertical, intendiamo comunque una tecnica di pesca a mezz’acqua, non sul fondo. L’esca viene fatta lavorare, è vero, su e giù, nello strato d’acqua, ma non tocca mai la base del laghetto. Utile, quindi, quando le trote sono “impacchettate”, cioè raggruppate a mezz’acqua tutte insieme, apatiche.

Diverso è il bottom, tecnica in cui è fondamentale far toccare il fondo all’esca, e lasciarcela lì, nel senso che nel bottom l’esca tocca il fondo continuamente, ed è lì che viene mangiata dal pesce”. Da utilizzare nelle giornate fredde quando le trote restano statiche, sul fondo.

E’ chiaro, quindi, che stiamo parlando di due modi diversi di usare le esche. Uno, il vertical, per pesci che sono raggruppati ma comunque verso galla. Il secondo, il bottom, dedicato alla “caccia” dei pesci sul fondo, quando fa molto freddo e le trote sono inchiodate.

La canna

Di canne in commercio ne esistono centinaia di modelli; si tratta di canne con una potenza di lancio da 0 a 5 gr. Max, quindi ultralight, caratterizzate da una schiena estremamente morbida e un cimino sensibilissimo.

La schiena, estremamente morbida, è fondamentale durante il lancio per evitare di slamare i pesci in quanto in questa tecnica si usano SEMPRE ami singoli senza ardiglione. I prezzi delle canne variano dai 60 alle diverse centinaia di euro (arrivano anche a 800).

In realtà il discorso canne è davvero complicato in quanto esistono canne “classiche”, canne da partenza, canne da Bottom (tecnica che prevede l’utilizzo di spoon creati per l’utilizzo a stretto contatto con il fondo) e canne da crank.

Il peso delle canne da Trout Area si aggira intorno ai 100 gr e la lunghezza varia dagli 1,60 ai 2 mt circa.

Il mulinello

Il mulinello deve essere piccolo, possibilmente con una bobina shallow per contenere trecciati o fili estremamente sottili.

La taglia può variare da un generico 1000 ai mulinelli specifici per il Trout Area, di taglia 2000. La cosa fondamentale da guardare è il peso, il rapporto di recupero e la frizione. Il peso dev’essere molto leggero anche perché le canne da Trout Area difficilmente superano i 100 gr di peso, mentre il rapporto di recupero varia da 5.0:1 ad un 6.0:1.

La frizione deve essere lineare e fluida perché la si ha sempre aperta; raramente in Trout Area si pesca con la frizione chiusa perché si slamerebbero diversi pesci e si rischierebbe di rompere il filo troppo facilmente.

Il filo

Il filo da Trout Area che si va a montare in bobina è fondamentale per questa tecnica perché si vanno ad utilizzare artificiali che molte volte non raggiungono il grammo di peso, di conseguenza con un filo troppo grosso non si potrebbero lanciare.

In bobina si possono mettere dei trecciati di diametro variabile tra 0,02 a 0,10, questi ci faciliteranno sicuramente il lancio; il consiglio che ci sentiamo di darvi è di adattare il vostro filo anche in base alla taglia dei pesci che andrete a pescare.

Ci sono laghi specifici da Trout Area con pesci di taglia da 80 a 200 grammi, altri invece più generici dove i pesci possono anche superare il Kg.

Se in bobina andrete ad utilizzare un trecciato, dovrete sicuramente creare un finale in fluoro carbon, il diametro che vi consigliamo è tra lo 0,10 e lo 0,14.

Sempre in bobina si può mettere il nylon o fluoro carbon di dimensioni variabili tra 0,08 e 0,14, in questo caso il finale non è necessario.

Gli artificiali

Gli artificiali da Trout Area sono un discorso estremamente lungo.

Partiamo dagli Spoon (ondulanti) il peso degli spoon varia da 0,4 ai 3,5 grammi in base alla distanza da raggiungere e all’attività delle trote. Difficilmente superano i 3,5 grammi ma a volte per necessità si possono usare anche da 5 grammi.

La forma varia incredibilmente da marchio a marchio e molte volte è fondamentale per le vibrazioni che emana. La forma infatti cambia l’assetto in acqua e lo “sfarfallare” dell’artificiale stesso.

Gli spoon da bottom sembrano dei “bottoncini” che vengono utilizzati facendoli saltellare sul fondo e servono nei casi in cui il pesce sia apatico e letteralmente schiacciato sul fondo.

I crank sono degli artificiali dotati di paletta che imitano dei pesciolini o delle larve/insetti, montati con due ami singoli senza ardiglione. Possono essere Floating (galleggianti) Suspending (che rimangono in sospensione in un determinato strato d’acqua) o Sinking (affondanti).

La scelta dei crank per il trout area deve essere fatta in base allo strato d’acqua che si vuole sondare e in alternanza agli spoon, quando i pesci iniziano ad essere sospettosi.

I colori degli artificiali sono letteralmente infiniti e in questo caso se siete alle prime armi vi conviene affidarvi al vostro gusto, cercando di variare gli artificiali a tinta unita a quelli bi-colore.

spoon, ondulanti, crank e bottom

Il guadino

Il guadino per la tecnica Trout Area è fondamentale e OBBLIGATORIO e deve essere assolutamente con la maglia in gomma (le altre maglie non sono accettate).

La profondità dalla maglia può variare; esistono dei guadini che non hanno profondità e servono quasi solo in gara, abbinati al Releaser.

Si potrebbero fare mille discussioni sul fatto che la pesca a ondulante non sia una novità e che l’abbiamo inventata qui da noi, ma la Trout Area è proprio un modo diverso di approcciarsi alla pesca a spinning alla trota in laghetto.